18 novembre 2010

All eyes on me

In un paese come la Cina ti si nota subito che sei un occidentale. Tutti sanno che se vogliono comunicare con te devono usare l'inglese, la "lingua degli occidentali". In Italia ad esempio si parla uno strano dialetto inglese. Cioè se sei occidentale per forza di cose la tua lingua è l'inglese o uno dei suoi dialetti (italiano, francese, tedesco, tutti dialetti inglesi).
E' una sensazione particolare quella di andare in giro ed avere tutti gli occhi addosso, essere continuamente al centro dell'attenzione. E devo dire che era quello che un po' desideravo prima di venire qui. Il sentirsi speciale. Però a lungo andare la cosa diventa un po' pesante e vorresti essere lasciato in pace e non esser più scrutato da quei miliardi di occhi a mandorla.
In Tibet la cosa si sente ancor di più, specialmente se vai in giro con 3 tedeschi sopra il metro e 90, e la statura media cino tibetana sarà uno e sessanta. In continuazione gente ci fermava per strada per salutarci, dirci "I love you" "Me your wife" o ridere e scherzare dicendo le uniche parole in inglese che sapevano. Alcuni vogliono fare una foto insieme e di botto ti trovi la fila di gente che ti si avvicina timida per fare una foto insieme.
Non me lo sarei aspettato in una regione da anni invasa dai turisti. Son tanto amichevoli ed accoglienti e coperti di vesti colorate ed a volte hanno anche i capelli ricci o le treccine.