06 agosto 2010

Yes we can

Nervoso, zeppo di sudore, confuso e vicino alla pazzia. Joe stava seduto sulla poltrona di casa.
Nella mano destra fumava una sigaretta ed in quella sinistra il suo consueto cannone delle 15:37.
Davanti a lui una rana verde lo aveva appena messo in crisi: "Tu sei una persona egocentrica. Tu non sei mai stato in grado di far grandi sacrifici per gli altri, o per le donne al tuo fianco. Tu fai i tuoi programmi e non ne vuoi saper di cambiarli, di andare incontro al partner."
Lui diede un tiro prima dalla mano destra e poi da quella sinistra. La pioggia scrosciava di fuori e la sentiva battere con cattiveria sul suo tetto. Un fulmine cadde vicino al suo appartamento e sobbalzò.
"No, no è vero. Ti sbagli. No! Non sono così!" disse nervosamente "Io ci penso agli altri, io amo viaggiare, amo farlo. Mi chiedessero qual'è lo scopo nella mia vita risponderei -Viaggiare!Conoscere nuove culture! e........amare!-. Son disposto a farlo....si....ne sono sicuro....son disposto a rinunciare alle prime due cose in cambio della terza, si! Solo che finora pesando il tutto non ero convinto che ne valesse la pena quando ho potuto farlo. Saprò che sto amando, invece, nel momento in cui rinuncerò felicemente al viaggio, all'eterno cambiare edifici,strade,piazze e persone che mi circondano!"
"Crackka. Sono anni che dici così, eppure hai mai rinunciato al viaggio? Crackka!"
"No, è vero. Non l'ho fatto. Ma dentro di me so che in futuro lo farò, nel momento in cui troverò una persona che farà valere la pena di rinunciare alle proprie passioni, ai propri sogni anche! Si lo farei per una persona così! Anzi, meglio, vivrò i miei sogni e le mie passioni con quella persona!"
"Guarda dentro di te. Sei sicuro che esista una persona così? Sei sicuro che riuscirai mai a dire di no a ciò che desideri così ardentemente? Crackka."
La rana scomparve e Joe perse i sensi.
Scorfani volanti nuotavano nell'aria grigia ed inquinata; cicale guidavano cocchi trainati da mammut con colli di giraffe; pesche, pesche ovunque; fiori di loto immersi in fiumi di pece; serpente a sonagli che strimpella un basso a due corde insieme a un criceto che suona un teschio di cavallo sbattendolo su di una roccia antropomorfa.
"Dove cazzo sono ora........nn riccccordooo piuiuiu, perròò ohhoooo avvutttioooo unna seeriieee di ideee fennnommaaaanaaliiiii! Mellllleee devovvooo scriiiiiiivvvaeaere!"
Poi improvvisamente si ritrovò in una città enorme, piena di smog, piena di persone vuote e insignificanti, piena di ragazze vuote e insignificanti e tette sgonfie. Alti grattacieli e persone che correvano impazzite con sottobraccio le loro 24 ore marrocino castagno.
Sembravano strane queste persone, e forse erano lì per aiutarlo. Aveva l'opportunità di conoscere la stranezza di quel mondo così fuori dal comune!
Poi si accorse che aveva il pugno chiuso da quando era arrivato in questa città infinita.
Aveva qualcosa chiuso dentro il pugno. Ma non si ricordava di aver raccolto niente per strada.
Aprì il pugno e ne scrutò il contenuto.
E di colpo disse: "Ora devo tornare a casa."
Riaprì gli occhi colpito dal dolore. Era di nuovo a casa sua, aveva smesso di diluviare e il cannone si era consumato fino a bruciacchiargli le dita.
"Poco male" pensò, "tanto ora tocca a quello delle 15:41."

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Shanghai non sarà per niente vuota ed insignificante ma le tette sgonfie sono sgonfie!!Ricordatelo sempre!

6:00 PM  

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