13 marzo 2010

Eternal sunshine of a spotless mind

E' come se si tornasse a quando si avevano 13 anni. Le scuole medie, le gite a Ravenna, gli sconvolgimenti, i pianti, la pazzia, l'ossessione, l'insicurezza, l'impotenza di fronte agli eventi.
Puoi essere facilmente colpito ed affondato. Piangi ascoltando una canzone commovente. La tua testa è ossessionata da qualcosa. Sei impacciato, sudi, ti si secca la bocca e deglutisci in continuazione, ogni cosa che dici ti sembra banale.
Sei vivo ma ti sarebbe piaciuto esserlo.......nell'altro modo, dall'altra parte. Questa è la parte che fa più male. Che fare. Fuggire o correre a braccia aperte verso il martirio, verso il muro dove mi si aspetta tosto con una carabina.
Il mazzo di carte è bello spesso, ma chissà, forse questa volta sei vicino alla carta da Burraco. Una scala di cuori, ad incastro unico, ma il tuo avversario ha già un Burraco puro di donne. Nella scala ti sei già "bruciato" la pinella, ti serve solo quella carta ed hai vinto la partita. Cioè praticamente non hai speranze. Once in a lifetime shot. Hay que intentar.
No, invece no. Quanto devo aspettare. Così ci si logora. Posso implodere improvvisamente come la puntata di South Park dove la gente implode di botto se trattiene per troppo tempo i propri peti.
Parlando di fumo come al solito. E attorno a me il vuoto.