La bella Italia
Parti con il treno alle 8 di mattina, 5 minuti in ritardo. E va bè.
Il treno ha un malfunzionamento ed arriva a passo d'uomo fino a Jesi, con 40 min di ritardo. E va bè.
Ti tocca aspettare 30 min a Jesi, in una stazione dove nessuna biglietteria automatica funziona e l'unica biglietteria aperta ha una fila infinita, quindi è impossibile sapere gli orari delle coincidenze che stai perdendo. E va bè.
Si cambia treno e tutto fila liscio fino a Roma, apparte un ora di ritardo.
Arrivati a Roma Tiburtina, in biglietteria c'è una fila di più di un ora (per prendere il biglietto di ritorno) e le biglietterie automatiche accettano TUTTE (6 macchine) solo carte di credito. Ne trovo una sola che accetta contanti.....si, cioè, accetta solo monete ma non banconote (ma Dio, perchè?). Finisco per comprare biglietti dell'autobus in tre tabaccherie diverse pagando sempre con banconote. Così invece di farmi la fila di un ora in biglietteria pago semplicemente 16 euri di biglietto in monete, con il portafoglio che pesava svario. E va bè.
Poi Roma, traffico e bus affollati, classico, senza aria condizionata, ma vabbè, è sempre così. Vai a timbrare il biglietto ma non funziona la macchinetta, ma questo già si sa. Magari a condurre il tram c'è un macellaio, tipo un cugino di Alemanno, ma questo si sa.
Mentre aspetto l'ennesimo autobus per strada passano tre camionette dei carabbinieri a manetta scortando due auto blu. Dentro le auto blu scorgo almeno 5 gnocche da paura.......escort per parlamentari?? No, forse parlamentari stesse.
Poi per fare due chiacchiere col professore aspetto un ora e mezzo, fila di 5 persone davanti a me. Molti di questi devono solo farsi firmare un esame ma incredibilmente passano mezzore nell'ufficio del professore, il quale pare stia sempre al telefono o a guardare e-mail per i cazzi suoi. E va bè.
Lo stress inizia ad aumentare ma dopo aver parlato col prof, si torna a Tiburtina. Tutti felici si sale sul treno; comunicazione: il treno si fermerà a Foligno e non Ancona per sciopero dei ferrovieri umbri. E vva bbè.
La gente inizia ad incazzarsi. Il controllore dice che non si sa se dopo ci sarà un altro treno per Ancona, e non si sa se toccherà o no fare un altro biglietto.
A Foligno ovviamente la biglietteria è chiusa, non c'è nessuno a cui chiedere informazioni. La gente si rifugia da due poliziotti che si prendono beatamente un caffè. La loro risposta alle lamentele: "Signori questa non è la Germania, qui siamo in Italia! Le cose funzionano così! Scioperano i ferrovieri, i tassisti, gli autisti, e invece noi poliziotti non possiamo mai scioperare!". Poverini, così gli tocca stare in stazione a farsi i caffè!
Forse c'è un Eurostar che porta a casa, forse però va pagato, nonostante il mio biglietto di regionale arrivi fino ad Ancona. Problema: ho i soldi contati, forse per due o tre euro non riesco a pagare il cambio di biglietto. Iniziano i dubbi, che fare? Penso addirittura di mettermi a danzare in stazione con la valigia aperta ai miei piedi sperando nell'elemosina di qualcuno. Oppure sento un tizio parlare con accento anconetano e penso di chiedere a lui l'elemosina di qualche spiccio per riuscire a pagare il cambio di biglietto.
Poi alla disperata (PS. il treno da prendere era a un ora di distanza, da passare aspettando a Foligno, e va bè) mi butto nel centro di Foligno cercando una banca Unicredit a caso per prelevare. Ma siamo in Italia, dei bancomat Unicredit ne funziona uno ogni quattro. Becco una Unicredit, mi avvicino....e....il bancomat funziona.....si cazzo! E' la prima cosa che funziona nelle ultime 24 ore. Mi scende una lacrima, dò un bacio al bancomat, mi concedo due pizze e via in stazione: son pronto a pagare qualsiasi prezzo per quell'ultimo treno.
Il treno arriva e la buon anima del controllore non ci fa pagare niente. Nervi tesi, stress de Dios, ma alle 23 siamo a casa.
La frase più ascoltata nella giornata: "Ma questa è l'Italia! Che credeva di stare in Germania?", no, veramente pensavo di essere in Gabon. Con tutto il rispetto per il popolo con a capo Ali Bongo Ondimba.
Il treno ha un malfunzionamento ed arriva a passo d'uomo fino a Jesi, con 40 min di ritardo. E va bè.
Ti tocca aspettare 30 min a Jesi, in una stazione dove nessuna biglietteria automatica funziona e l'unica biglietteria aperta ha una fila infinita, quindi è impossibile sapere gli orari delle coincidenze che stai perdendo. E va bè.
Si cambia treno e tutto fila liscio fino a Roma, apparte un ora di ritardo.
Arrivati a Roma Tiburtina, in biglietteria c'è una fila di più di un ora (per prendere il biglietto di ritorno) e le biglietterie automatiche accettano TUTTE (6 macchine) solo carte di credito. Ne trovo una sola che accetta contanti.....si, cioè, accetta solo monete ma non banconote (ma Dio, perchè?). Finisco per comprare biglietti dell'autobus in tre tabaccherie diverse pagando sempre con banconote. Così invece di farmi la fila di un ora in biglietteria pago semplicemente 16 euri di biglietto in monete, con il portafoglio che pesava svario. E va bè.
Poi Roma, traffico e bus affollati, classico, senza aria condizionata, ma vabbè, è sempre così. Vai a timbrare il biglietto ma non funziona la macchinetta, ma questo già si sa. Magari a condurre il tram c'è un macellaio, tipo un cugino di Alemanno, ma questo si sa.
Mentre aspetto l'ennesimo autobus per strada passano tre camionette dei carabbinieri a manetta scortando due auto blu. Dentro le auto blu scorgo almeno 5 gnocche da paura.......escort per parlamentari?? No, forse parlamentari stesse.
Poi per fare due chiacchiere col professore aspetto un ora e mezzo, fila di 5 persone davanti a me. Molti di questi devono solo farsi firmare un esame ma incredibilmente passano mezzore nell'ufficio del professore, il quale pare stia sempre al telefono o a guardare e-mail per i cazzi suoi. E va bè.
Lo stress inizia ad aumentare ma dopo aver parlato col prof, si torna a Tiburtina. Tutti felici si sale sul treno; comunicazione: il treno si fermerà a Foligno e non Ancona per sciopero dei ferrovieri umbri. E vva bbè.
La gente inizia ad incazzarsi. Il controllore dice che non si sa se dopo ci sarà un altro treno per Ancona, e non si sa se toccherà o no fare un altro biglietto.
A Foligno ovviamente la biglietteria è chiusa, non c'è nessuno a cui chiedere informazioni. La gente si rifugia da due poliziotti che si prendono beatamente un caffè. La loro risposta alle lamentele: "Signori questa non è la Germania, qui siamo in Italia! Le cose funzionano così! Scioperano i ferrovieri, i tassisti, gli autisti, e invece noi poliziotti non possiamo mai scioperare!". Poverini, così gli tocca stare in stazione a farsi i caffè!
Forse c'è un Eurostar che porta a casa, forse però va pagato, nonostante il mio biglietto di regionale arrivi fino ad Ancona. Problema: ho i soldi contati, forse per due o tre euro non riesco a pagare il cambio di biglietto. Iniziano i dubbi, che fare? Penso addirittura di mettermi a danzare in stazione con la valigia aperta ai miei piedi sperando nell'elemosina di qualcuno. Oppure sento un tizio parlare con accento anconetano e penso di chiedere a lui l'elemosina di qualche spiccio per riuscire a pagare il cambio di biglietto.
Poi alla disperata (PS. il treno da prendere era a un ora di distanza, da passare aspettando a Foligno, e va bè) mi butto nel centro di Foligno cercando una banca Unicredit a caso per prelevare. Ma siamo in Italia, dei bancomat Unicredit ne funziona uno ogni quattro. Becco una Unicredit, mi avvicino....e....il bancomat funziona.....si cazzo! E' la prima cosa che funziona nelle ultime 24 ore. Mi scende una lacrima, dò un bacio al bancomat, mi concedo due pizze e via in stazione: son pronto a pagare qualsiasi prezzo per quell'ultimo treno.
Il treno arriva e la buon anima del controllore non ci fa pagare niente. Nervi tesi, stress de Dios, ma alle 23 siamo a casa.
La frase più ascoltata nella giornata: "Ma questa è l'Italia! Che credeva di stare in Germania?", no, veramente pensavo di essere in Gabon. Con tutto il rispetto per il popolo con a capo Ali Bongo Ondimba.

1 Comments:
te dico solo che lo sciopero dei ferrovieri umbri c'era anche il giorno dopo..e le biglietterie facevano i biglietti x roma senza dir niente..un treno pieno de gente incazzata nera..x i ferrovieri che scioperano sempre vorrei che quando vanno a fa spesa c'è lo sciopero dei supermercati..
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