Cyber punk, ecco come si chiama
Un quartiere più zozzo del resto della città. Loschi figuri sputano ai bordi delle sue strade. Odore di marcio ne permea le insegne. In fondo alla via una torre. Un'alta torre simbolo che ricorda l'antico splendore ormai perduto. Un tempo osannata, oggi solo una grigia antenna arrugginita illuminata da neon giallicci. Più in là una marea di sale giochi, piene di vecchi,e di fumo che ne ingiallisce le finestre. Poi in fondo una torre, sembra un minareto, mi ci avvicino e vedo che fa parte di un complesso enorme. Statue giganti, colonne in stile greco, lampioni in stile parigino, e delle montagne russe giganti che si snodano tra loro. Ma a tratti; una parte di quelle montagne russe son state demolite; il grande parco giochi ormai fu un parco giochi, in tempi migliori, quando la crisi non imperversava. Ormai regna il silenzio tra quelle strutture che allietavano i bambini. Lo trovo così oscuro, così decadente, così seducente. Lì vicino uno zoo, un cancello gigantesco arrugginito, la luce del sole che sta tramontando illumina di taglio gli immensi edifici, colorandoli d'ocra. Ma in giro il deserto. Non c'è quasi nessuno. Enormi edifici, di un'epoca d'oro. Ora totalmente deserti.
E un brivido mi scosse la schiena. Davanti a me avevo un grasso pagliaccio sorridente.

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