04 settembre 2010

Palestre e orientamenti

Ieri all'orientamento universitario ci han fatto vedere "La parola ai giurati", gran film! Capolavoro degli anni 50. Il resto dell'orientamento è stato una delusione, apparte l'aver conosciuto un messicano simpatico e altra gente. Si perdono nelle piccole cose i cinesi, mancano della classe europea. Cioè tutti acchittati in giacca e cravatta, grandi paroloni, super mega figa università, poi giri l'angolo e hai i bagni luridi, fili elettrici scoperti, scale sporche, mensa che sembra quella per i poveri......e l'orientamento per gli studenti internazionali totalmente in cinese. Ok è giusto cercare di farci imparare la loro cultura, ok quasi nessuno di loro parla inglese, ma perchè tenerci una giornata intera a fare giochetti e lavori di gruppo per un master diverso da quello che facciamo noi internazionali, e quindi tutto in cinese, con tra l'altro tutti manager di aziende in giacca e cravatta e tu li con bermuda e maglietta larga di Tin Tin? Dopo qualche ora tutti gli stranieri se ne erano andati, stufi di veder cinesi che giocavano e ridevano come cretini ogni due secondi, e col cavolo che ci son tornato stamattina alle 7 30(sveglia alle 6). E la "traduttrice" che mi avevano messo vicino, apparte che era difficile comprenderla, mi prendeva in giro perchè ero strano con i capelli lunghi (che li hanno solo gli artisti e le donne, ma anche da noi) e soprattutto per la barba (che pare ai cinesi non cresca sulle guance, ma solo sul mento, come gli anziani nei film di kung fu). Poi le ho chiesto gli anni di un professore che lei conosceva e niente, non me li ha voluti dire; m'ha chiesto quanti anni avevo io e poi mi ha detto che lui era più vecchio di me (e grazie al cazz). Sicuro l'orientamento così è stato concepito per farci interagire con loro, ma maliziosamente ho pensato fosse fatto apposta per farci sentire esclusi, fuori luogo, senza la conoscenza del cinese. O forse rientra tutto nella loro filosofia del sacrificare l'individuo invece del gruppo, mentre penso che in Europa si faccia l'opposto. Per decine di minuti stavo zitto con questi che discorrevano a manetta e la tizia che mi traduceva qualcosina in disparte. Mi sentivo come un bimbo down.
Si, la sensazione comune tra gi internazionali è quella di non sentirsi a proprio agio in mezzo ai cinesi, e molto è dovuto al fatto dell'incomunicabilità.
Anche per iscrivermi in palestra è stata una pena.
Nessuno parlava inglese, neanche i numeri fino al tre sapevano. E mi han passato al telefono un tizio che parlava un minimo di inglese per far tutto.
Grandi risate in palestra. C'è un video sugli schermi che spiega come usare la palestra; apparte l'usare le ciabatte nella doccia (andrebbe insegnato ai belgi.....), insegnava a non salire sui tappeti dove si corre con scarpe coi tacchi, e a non correre al contrario, all'indietro, su suddetti tappeti. E proprio accanto a me c'era invece uno che correva all'indietro. Poi nella sala pesi c'era gente con flipflops e blu jeans.