27 settembre 2010

Post riuscito male

Per la prima volta la settimana scorsa ho pensato che in fondo in fondo riuscirei anche a viverci qui. Magari per un breve periodo.
Stavo passeggiando in una viuzza un po' più cinese rispetto ai grandi stradoni, con negozietti e ristorantini zozzi e puzzosi, carretti che ti urlano dietro, e strada bagnata dai secchi d'acqua usati dai negozianti per lavarsi la mattina davanti a tutti; ed ero finalmente con una ragazza cinese che capisce l'inglese, ed uno svedese-siriano molto colto e brillante (infatti ogni 5 minuti mi chiedeva come fosse possibile che da noi si vota per Berlusconi)per un progetto di gruppo del nostro master. E così inizio a chiedere di tutto alla ragazza per capire un po' la mentalità degli "alieni"; in realtà mentre ci parlavo mi son sentito non troppo distante da loro, evidentemente la barriera più grande è quella della lingua. Oltre a spiegarci alcune differenze tra i tipi di cibi cinesi, che sono tantissimi, la "ragazza"(31enne sposata) ci diceva che la Cina cambia così velocemente che i cinesi ormai non sono a volte più in grado di riconoscerlo come il proprio paese. Una nata trent'anni fa a Shanghai, si trovava in una città di 3 milioni di abitanti (non 20) e una Cina in via di sviluppo, sotto gli influssi di Mao. Forse ora che anche loro cercano di avvicinarsi alla cultura occidentale diventeranno fuori di testa come i poveri giapponesi.