26 gennaio 2013

I tre treatranti

Ecco spuntare un ricordo offuscato dalle nebbie.
Non perchè sia un ricordo troppo lontano e quindi ormai quasi dimenticato, ma perchè è un ricordo di grigie giornate uggiose e nebbiose negli inverni marchigiani.
Ci sono tre allegri amici in viaggio in auto verso una nuova esilarante avventura. Percorrono strade mangiate dalla nebbia invernale e dalla costante pioggerellina che caratterizza gli inverni sulle dolci colline dell'entroterra.
L'attività sembra semplice e banale, una serata a teatro in uno sperduto paesino, ma date le persone un po' speciali si trasforma in un'avventura che rimarrà per sempre incastonata nella memoria.
L'atmosfera in macchina è l'opposto del clima esterno e la musica regna sovrana, mutando totalmente le percezioni del momento: prima ci troviamo a costeggiare campi di cotone del Mississipi, con schiavi neri mugolanti e sofferenti (J.L.Hooker); poi si passa in una piovosa Seattle, in un locale underground pieno di ragazzi con capelli lunghi mossi, jeans bucati e sigarette rullate, e cantanti con voce roca e vocali super allungate (Pearl Jam); una breve sosta nelle paludi della Louisiana, banjo e bifolchi sdentati e sputacchiosi (CCR), prima di arrivare in un vicolo del Queens dove una gang di 5 neri crea un ritmo battendo su un bidone e rappando su come ancora oggi vengano discriminati in una società altamente ipocrita e retorica (The Roots).
Poi c'è il teatro, quello si ricorda di meno, uno Shakespeare, un Machiavelli, o Moliere, non fa differenza. Quasi che la mia attenzione viene più rubata dalla particolarità e dalla bellezza di ogni singolo teatro che visitiamo nella regione con piu alta densità di teatri al mondo: anche un paesino di 1000 anime ha il suo teatro ottocentesco.
L'attenzione di tutti noi è presa anche dal nuovo gioco in voga: trova la gnocca. Una ricerca all'interno della platea (noi ovviamente abbiamo il nostro palchetto privè) della ragazza più avvenente, per poterla bombardare costantemente di sguardi ammiccanti.
Una volta usciti è la volta della visita del paesino, ovviamente deserto a parte qualche balla di fieno, perchè fa freddo, è tardi, e fondamentalmente nei paesini la sera, nei weekend, tutti si riuniscono nel bar centrale e basta.
Si assaporano fugacemente le antiche costruzioni e si sceglie il ristorante più invitante, che casualmente (oppure no) è proprio quello in cui poi va la compagnia di teatranti.
E poi di ritorno, sempre accompagnati dal grigio della nebbia, questa volta passando da una sporca città marinata italiana degli anni '80, da una Liverpool nel pieno del suo splendore e anche da..................