Gita
E' figo scrivere sentendo musica classica che ti entra dalla finestra visto che nel giardinetto qui sotto allietano i palazzoni residenziali con Rossini e Mozart; ci son proprio degli altoparlanti nascosti tra i cespugli, quindi una scelta pianificata dai costruttori; ho sempre detto che per me bisognerebbe riempire le vie delle città di musica classica di sottofondo.
Settimana intensa, tante cose pensate, difficile da riassumerle in poche righe, farò un super super riassunto:
gita fuori porta nel week end, ad Hangzhou, piccolo borghetto di 6 milioni di abitanti a un ora e mezzo da Shanghai; ero accompagnato da 5 tedeschi, una tedesco-coreana, un indonesiano e un cino-americano. Il treno, forse non proprio di bassa classe, era molto più veloce, pulito ed in ordine di un nostro regionale, e forse anche di un nostro eurostar (ma non li ho mai presi); sicuro ultra affollato, madonna quanti sono i cinesi. E' curioso che nelle stazioni hai le sale d'attesa come negli aeroporti, e ti aprono il gate per farti salire sul treno solo pochi minuti prima che parta, quindi tra i binari non c'è il caos che abbiamo noi, ma il silenzio, visto che si svuota il treno e lo riempiono di nuovo qualche minuto prima della partenza direttamente da queste salette.
Ad Hangzhou è stato bello vedere il lago e un po' di natura e montagne, cose che mancano nella metropoli, contornate da templi buddisti tranquilli, tanta pioggia, statue buddiste scavate nelle rocce.
Poi una pagoda del 1999 credo, anche se ci siam persi quella più antica. Si' in effetti per ora di grandi monumenti antichi non è che abbia trovato molto, ma ancora è presto. Fa solo strano non essere in grado di riconoscere con facilità qual'è il centro storico di una città, come succede da noi.
Settimana intensa, tante cose pensate, difficile da riassumerle in poche righe, farò un super super riassunto:
gita fuori porta nel week end, ad Hangzhou, piccolo borghetto di 6 milioni di abitanti a un ora e mezzo da Shanghai; ero accompagnato da 5 tedeschi, una tedesco-coreana, un indonesiano e un cino-americano. Il treno, forse non proprio di bassa classe, era molto più veloce, pulito ed in ordine di un nostro regionale, e forse anche di un nostro eurostar (ma non li ho mai presi); sicuro ultra affollato, madonna quanti sono i cinesi. E' curioso che nelle stazioni hai le sale d'attesa come negli aeroporti, e ti aprono il gate per farti salire sul treno solo pochi minuti prima che parta, quindi tra i binari non c'è il caos che abbiamo noi, ma il silenzio, visto che si svuota il treno e lo riempiono di nuovo qualche minuto prima della partenza direttamente da queste salette.
Ad Hangzhou è stato bello vedere il lago e un po' di natura e montagne, cose che mancano nella metropoli, contornate da templi buddisti tranquilli, tanta pioggia, statue buddiste scavate nelle rocce.
Poi una pagoda del 1999 credo, anche se ci siam persi quella più antica. Si' in effetti per ora di grandi monumenti antichi non è che abbia trovato molto, ma ancora è presto. Fa solo strano non essere in grado di riconoscere con facilità qual'è il centro storico di una città, come succede da noi.
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