07 maggio 2011

Starzelli di pupene. bOm!

"Chissà se era meglio come quando giovincelli sognare come sarebbe stata la propria vita e scoprirne le novità e le bellezze per la prima volta. Invece ora scema la curiosità, sono rare le prime volte e la realtà è dura." Joe stava pensando mentre davanti a lui giocavano rumorosamente i suoi due bambini. Ai suoi piedi come sempre il suo cane, la sua tartarughina dentro la sua scatoletta sul comodino, la televisione spenta e di fuori un sano temporale primaverile. "Accidenti alla mia donna che ha voluto pitturare i muri del salotto di rosa; chissà da cosa viene questa fissa delle donne per il rosa. Che pace in questa casa!"
Stava leggendo il giornale quando tutto d'un tratto un suono assordante. bOm!
Il pavimento scomparve improvvisamente e perse i sensi. Quando riaprì gli occhi si trovava ancora sulla sua poltrona, ma la casa era diversa. Era da solo con il suo cane. Chiamò sua madre per sapere se avesse sentito quello sgradevole boato, ma lei non ne sapeva niente. Un videomessaggio di sua moglie gli diceva che lo amava, che era la persona più fantastica al mondo e che erano perfetti l'uno per l'altra. Ma che cercava altro. "Mmm... ma guarda come si evolve il mondo! Una volta ad una coppia bastava l'amore, la felicità, l'essere uno il pezzo di puzzle mancante dell'altro. Ai giorni d'oggi non è abbastanza invece."
Le pareti erano verdi, la sua casa enorme, un giardino bellissimo pieno di pini, cipressi ed alberi di Giuda. Ed anche una piscina. Era una giornata soleggiata e a dir poco noiosa. "Mah, almeno è fresco, non si sta poi tanto male." Ma poi ancora, bOOm!
Ricadde per colpa del pavimento scomparso. "E che cazzo!" pensò al suo risveglio. Non c'era più il suo cagnone fedele. Si guardò attorno. Niente quadri sulle pareti marroni. Cercò la sua agenda telefonica, vuota. Guardò l'agenda sul suo cellulare, "Inserire nome" alla sua apertura e niente più. Gone. Così, dal nulla. "Almeno ho meno grane a cui pensare, posso sempre comprarmi la Playstation!". Cerchi diletti? bOOOm!
Ancora una volta, ma quanti piani ha questo edificio!
La casa è come prima, apparte le pareti rosse ovviamente. La sua fontanella giapponese al suo solito posto, con la canna cava che pian piano si riempie d'acqua ed una volta pesante si svuota tutta in una piscinetta sottostante facendo un delicato rumore vuoto. Quanto lo rilassava quel suono d'acqua pura. C'era qualcosa di strano in lui, però. Non provava....ecco....molto. Non sentiva più il suo istinto. Si rese conto di esser diventato un eunuco. Un attimo di spaesamento. Ci si sente come se si avesse perso una parte importante di se. Niente più attrazione. Però ci si abitua. "Del resto mi si è levato un peso non da poco. Del resto chi ci costringe a......si...cioè....a farlo....".
Si stava riprendendo dal suo spaesamento e la sua tartarughina femminuccia non lo attraeva più tanto come un tempo, ed i piatti nella credenza sgretolati nella caduta precedente.
Ma poi bOOOOm!
"Ancora quel suono! Ancora questa caduta! Son tre volte che svengo, non mi farà mica male?"
Il sole caldo e scontato inondava il suo giallo salone. Notò che aveva ricevuto della posta. "Strano, la posta non è più indirizzata al Dottor Joe, ma semplicemente a Joe." Nella prima busta una comunicazione di licenziamento; - Non è all'altezza del lavoro che ha svolto in questa azienda-, la motivazione. "Beh effettivamente non mi son mai sentito portato per questo lavoro, nè molto capace. Camperò di altro. Magari anche volontariato, aiuterò le vittime delle radiazioni atomiche!".
Ma caro Joe, non c'è tempo! bOOOOOm!
"E adesso cosa?" Si trovava sotto un grigio ponte. Elemosinava pasti alla Caritas. Dormiva in un cartone. Defecava in un barile. Orinava in un tombino. "Penso di esserci arrivato alla fine in fondo all'edificio a forza di cadere! Sai che ti dico. Non devo pensare a niente. Non mi importa di quello che la società ti richiede. Non devo per forza dimostrare qualcosa a qualcuno. Ricchi, poveri, nobili e straccioni sono tutti uguali, fatti di carne. Vivono vite piene di felicità e sofferenze, tutti. Proprio questi sentimenti ci accomunano tutti, non la marca di vestiti che portiamo. L'importante è essere felici ed io lo sono. Lo sono perchè vivo la vita. Sia quella passata che quella presente. E quella che fin qui ho vissuto mi basta per viver bene anche nelle difficoltà. Non c'è tanto da pensarci su. La vita è semplice e va vissuta nella semplicità, senza troppi pensieri. Certi avvenimenti non si possono evitare, ci faranno soffrire, ma finchè respiriamo non è ammessa disperazione eterna. Perchè la vita è breve e va vissuta massimizzando la felicità. Mmm.... però è anche vero che non tutti nelle fasi di crescita determinanti per il resto della vita viviamo le stesse esperienze. Le mie son state positive. Quelle di altri forse no. Quindi poveretti si dispereranno perchè giocando a calcio sulla spiaggia è entrata loro della sabbia nelle scarpe."
Iniziò a fischiargli un orecchio. "Ma più in fondo di così che ci può essere!" bOOOOOOm!
Circondato da pareti nere, in uno spazio indefinito, Joe aveva capito. "Tutto qui? Ma allora la religione è inutile!".
UFFFF! Uno sbuffo e gli occhi si riaprono. Il sonno è terminato e Joe può a tornare a felicerare con le sue cose. "Che sogno confuso però, non ci capisco niente. Chissà come mi vengono in mente certe cose" Pensa buttando in un cestino il cannone appena terminato. E proprio in quel momento si è reso conto di esser circondato da degli esserini simili ad un uomo barbuto con pinne di foca, corpo di bamboo e starzelli di pupene.