09 marzo 2015

Fast animals and slow kids

Il titolo è il nome del gruppo rock perugino che ho ascoltato sabato scorso al Sonar club di Colle Val d'Elsa, mia periodica meta delle nottate senesi. Il nome è chiaramente un riferimento al programma tv che si vede nel cartone della famiglia Griffin.
Non li conoscevo, non so quanto siano famosi e non so dire neanche se son stati bravi. Quello che posso dire è che mi hanno colpito, si, insieme alla marea di colpi che ho subito nel pogo hard rock che mi han regalato quei mattacchioni dei toscani.
Perchè alla fine i concerti non vanno giudicati solo in base alla bravura dei musicisti, ma soprattutto per quello che riescono a comunicarti, loro sul palco, ma principalmente le persone del pubblico. Tante persone ammassate, sudate, affaticate, che schizzano in aria impazzite per andarsi a colpire di spalla, per divertirsi, per sfogarsi e buttar fuori sentimenti repressi, per lasciarsi trasportare dall'intensa musica. Persone che in coro cantano a memoria ogni singola canzone del concerto; se consideri che è un gruppo semi sconosciuto, è molto emozionante. Ti fa capire che c'è una gran passione sotto.
Groviglio di corpi, buio, sudore, movimenti impazziti, una zaffata di puzzo d'ascelle, ora invece un delicato profumo alla vaniglia (facile distiguere gli uomini dalle donne....), canti in coro, colpi, sguardi e sorrisi, il bestione di turno che ne prende di forti da tutti (si prova sempre a cercare di far crollare i più grossi durante il pogo per auto-convincersi di essere più possenti di quello che in realtà si è). Qualche mini-ragazzina che si butta nella mischia tutta felice e contenta.....peccato che i nostri gomiti le arrivino precisi ad altezza viso.
E poi ti giri verso il palco e vedi questi tre musicisti indemoniati che si contorcono nell'estasi delle note musicali. Il cantante capellone assomiglia vagamente a Marchì; mi parte uno sviaggio mentale e penso a come sarebbe stata la nostra vita se su quel palco fossimo stati Ceri, Marchì ed io, chitarra, basso e batteria. Mi viene un po' di nostalgia, penso che probabilmente sarei stato molto più felice fossimo stati noi al posto loro a fare una vita da artisti in tour per il mondo a far impazzire il nostro pubblico, pronto a cantare a memoria le nostre canzoni. Un'esaltazione dell'amicizia, dell'arte e della vita.
Le tre metà che più mi mancano in questo momento.....oltre alla quarta metà ovviamente.

Perchè animali veloci e bambini lenti è un po' la metafora di un mondo che cammina veloce, ti impone la sua velocità,e alla fine o ti adegui o rimani indietro e rischi di passare una vita di merda. E se hai la sfortuna di essere un bambino lento o dimagrisci, ti vesti di giacca e cravatta e provi a correre, oppure vieni divorato lentamente.
Il mio dubbio è che diventare feci di leone possa comunque essere meglio che smettere di mangiare.