03 novembre 2020

Amore di contesto

 Non avrei mai pensato in vita mia di vivere un anno come il 2020. Nella storia non è mai esistito un anno come il 2020.
Siamo stati privati dei nostri istinti più basici, dei gesti più semplici come un semplice abbraccio, un bacio, una stretta di mano.
La mascherina ormai è diventata consuetudine dopo 8 mesi di pandemia. E' la cosa da portar sempre quando si esce, insieme al portafoglio, il cellulare, le chiavi di casa e dell'auto. A volte esci con la mascherina, scordandoti le chiavi di casa.
Oltre alla pandemia, vissuta da lavoratore nel TURISMO, turismo con gli americani tra l'altro, con confini chiusi da 8 mesi, son riuscito ad avere uno strano stato febbrile con mal di testa per circa un mese (non era covid), una giornata di vomito senza freni (era da 10 anni che non vomitavo), un mese di otite (mai avuta in vita mia), mi sono scheggiato un dente durante un'escursione in montagna, una grossa delusione amorosa e due piccole.
Pensavo di averle viste quasi tutte in amore, e mi sono ritrovato vittima di un "amore di contesto". Ok, non proprio amore, infatuazione. Di "contesto" perchè mi sono infatuato più che di una persona, del vivere certi istanti in determinati luoghi con una persona. Il Covid mi ha fatto infatuare di una vecchia fiamma: Ancona. Angoli che non conoscevo o non ricordavo si son riempiti di magia, di puro amore. Quel fascino decadente, greve, di un porto di mare, con le sue forme dolci, ondulate. La sua varietà di paesaggi e panorami, gli infiniti punti di vista, interiori e non, da cui goderne la bellezza. Questo rapporto simbiotico con il mare, un mare che va scoperto, che non è facilmente accessibile, ma nascosto. Va svelato dietro una immensa nave, un cantiere navale, un molo degradato, una serie di pescherecci, dietro una falesia a picco, in fondo a una scalinata o ad una passeggiata scoscesa nel bosco.
Il tutto acquista una potenza immensa se unito ad i ricordi di una vita disseminati in ogni angolo. Puro godimento, son sempre stato drogato di ricordi.
Dopo anni di peregrinare, il luogo per me più emozionante è incredibilmente tornata ad essere quella casa da cui tante volte sono fuggito.
Questo fascino ha creato una trappola, mi ha fatto cadere ai piedi di una persona che....razionalmente erano più in NON che altro. Nella mia mente è partito il viaggio, tipico del narcisista romantico. E' cominciato il film. E la ragione lucidamente mi faceva notare che tutto quel colore veniva da me e non dall'altra persona, la quale puntualmente non esaudiva le mie aspettative. Ma quelle uscite sul molo, quel primo bacio sotto il faro, i primi flirt nelle grotte al sugo di mosciolo, erano un contesto troppo romantico per non cascarci.
Ora che è tutto finito ne scrivo per esorcizzare, per aiutarmi a liberare da dentro questa strana infatuazione che inspiegabilmente mi ha stregato. Purtroppo non posso vivere solo di amore, è ora che dedichi i miei pensieri ad altro. Smetterla di innamorarmi dell'amore.
Così magari un giorno troverò il connubio vincente, una persona che si, mi piace veramente, da portare su quel molo, quel faro, quella grotta, e poter, a quel punto si, amare pienamente e consapevolmente chi ho davanti, con un bel contesto anconetano a far da cornice.