08 maggio 2021

Nel mezzo della confusion di nostra vita

Che cosa ci dà la vita, nel profondo della sua essenza. Cosa cerchiamo, che scopo ha tutto quanto, come siamo felici. Tutte domande che dovrebbero avere una risposta nel bel mezzo del cammin di nostra vita. Perchè dovremmo aver capito cosa siamo e cosa vogliamo. Ma è anche un periodo in cui ci si chiede "cosa farò nella seconda metà della mia vita". La risposta del 90% della gente la fuori è: una famiglia. Ma senza famiglia, che rimane. 

Penso che di quel restante 10%, il 9% si rifugi nel lavoro. Stakanovisti, a volte arrivisti, estremamente egoisti ed egocentrici, ormai incapaci di dedicarsi ad un'altra persona, di creare un vero rapporto umano. Tutto è in funzione del lavoro e si riversano lì tutte le proprie frustrazioni. Si occupano minuti, ore, giornate, settimane, anni della propria vita con attività lavorative, così da non pensare a quel vuoto creato dall'incapacità di concedersi all'altro, ad un rapporto pieno e vero.

Poi rimangono solo le anime in pena, incapaci di adeguarsi all'abitudinarietà che per forza è necessaria nella vita adulta, vagano alla ricerca di stimoli, cambiando città, nazioni, case, lavori, compagni d'amore. Perchè se qui non si sente quel brividino, allora meglio cercarlo altrove. Provando a farlo nelle piccole cose che ci dà la quotidianità, un amore non corrisposto, un lavoro affermato e rispettato, un aperitivo al tramonto tra sconosciuti, un corso di qualsiasi cazzata venga in mente. Eppure manca sempre qualcosa. Quel brividino che in passato si faceva vivo da dentro, ora se la tira un po'. E allora non rimangono che vacuità e confusione.