26 gennaio 2013

Forse, chissà, ma.....

Chissà forse prima di nascere siamo tutti creati a coppie. Uomo e donna, un tutt'uno. Un'unica massa, una palletta ben densa.
Poi al momento di nascere questa palletta di spezza e si divide in due parti: in base a come si spezza, un po' come successe per i continenti, una parte prende qualcosa e l'altra il resto. Una è più alta, l'altra è più larga, una si trova una protuberanza l'altra, nello stesso punto......una mancanza.
Poi che succede, si nasce! Ma non tutti son così fortunati da farlo nella stessa epoca e purtroppo ci si può trovare uno nel medioevo e l'altro nel futuro di macchine volanti.
Ma c'è anche chi è più fortunato, e solo di qualche anno si trova sfalzato.
E allora io metto il mio naso sulla sua fronte, nella valletta che tutti li abbiamo di diverse forme.
Ed il caso vuole che il mio naso, il mio profilo, combacino perfettamente sul suo bel visino.
Vedendola in faccia, la prima cosa che desidero è morderle la guancia, un desiderio irrefrenabile di stringere tra i denti quel pezzo di carne morbido e tondo tondo.
Ed il caso vuole che lei sulla guancia abbia un buchetto.
E allora io mi chiedo: e se per caso prima di nascere avessi passato giornate intere a mordicchiarle la guancia e questo ha creato il buchetto?
Chissà, sarò stato fortunato?

Cene-Amore-Multimedia

Quando c'è lei, per me è sempre come se fosse il week-end.
E quando c'è il week-end, si è più felici, anche con poco.
Niente di complesso e ponderato, basta stare insieme, e questo già rende il week-end assai spericolato. Cene-Amore-Multimedia
All'ultimo si parte, si affrontan le colline, e si ricerca l'osteria più invitante. Cene-Amore-Multimedia
Uno sguardo, un sorriso, uno sfiorarsi di dita, ed io che mordicchio il buchetto sul viso. Cene-Amore-Multimedia
Si apre lo schermo, ricerca di una storia avventurosa ed appassionante, e non  sto più fermo, si parte! Cene-Amore-Multimedia

I tre treatranti

Ecco spuntare un ricordo offuscato dalle nebbie.
Non perchè sia un ricordo troppo lontano e quindi ormai quasi dimenticato, ma perchè è un ricordo di grigie giornate uggiose e nebbiose negli inverni marchigiani.
Ci sono tre allegri amici in viaggio in auto verso una nuova esilarante avventura. Percorrono strade mangiate dalla nebbia invernale e dalla costante pioggerellina che caratterizza gli inverni sulle dolci colline dell'entroterra.
L'attività sembra semplice e banale, una serata a teatro in uno sperduto paesino, ma date le persone un po' speciali si trasforma in un'avventura che rimarrà per sempre incastonata nella memoria.
L'atmosfera in macchina è l'opposto del clima esterno e la musica regna sovrana, mutando totalmente le percezioni del momento: prima ci troviamo a costeggiare campi di cotone del Mississipi, con schiavi neri mugolanti e sofferenti (J.L.Hooker); poi si passa in una piovosa Seattle, in un locale underground pieno di ragazzi con capelli lunghi mossi, jeans bucati e sigarette rullate, e cantanti con voce roca e vocali super allungate (Pearl Jam); una breve sosta nelle paludi della Louisiana, banjo e bifolchi sdentati e sputacchiosi (CCR), prima di arrivare in un vicolo del Queens dove una gang di 5 neri crea un ritmo battendo su un bidone e rappando su come ancora oggi vengano discriminati in una società altamente ipocrita e retorica (The Roots).
Poi c'è il teatro, quello si ricorda di meno, uno Shakespeare, un Machiavelli, o Moliere, non fa differenza. Quasi che la mia attenzione viene più rubata dalla particolarità e dalla bellezza di ogni singolo teatro che visitiamo nella regione con piu alta densità di teatri al mondo: anche un paesino di 1000 anime ha il suo teatro ottocentesco.
L'attenzione di tutti noi è presa anche dal nuovo gioco in voga: trova la gnocca. Una ricerca all'interno della platea (noi ovviamente abbiamo il nostro palchetto privè) della ragazza più avvenente, per poterla bombardare costantemente di sguardi ammiccanti.
Una volta usciti è la volta della visita del paesino, ovviamente deserto a parte qualche balla di fieno, perchè fa freddo, è tardi, e fondamentalmente nei paesini la sera, nei weekend, tutti si riuniscono nel bar centrale e basta.
Si assaporano fugacemente le antiche costruzioni e si sceglie il ristorante più invitante, che casualmente (oppure no) è proprio quello in cui poi va la compagnia di teatranti.
E poi di ritorno, sempre accompagnati dal grigio della nebbia, questa volta passando da una sporca città marinata italiana degli anni '80, da una Liverpool nel pieno del suo splendore e anche da..................